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Luce e gas: bollette più salate, ma con il mercato libero si risparmia

Le bollette di luce e gas sono tra le spese che più pesano sul budget delle famiglie italiane. Per mettersi al riparo dalle variazioni che scatteranno per chi si avvale delle tariffe del mercato tutelato conviene valutare il passaggio al mercato libero, approfittando delle offerte a prezzo fisso proposte dagli operatori. Di fatto, secondo il bilancio di Facile.it, nel 2020 la bolletta dell’energia elettrica ha raggiunto in media 505,40 euro, ovvero il 7,5% in più rispetto al 2019. È andata meglio sul fronte del gas, dove nonostante i lockdown i consumi sono rimasti stabili, e, gli italiani hanno potuto beneficiare del calo delle tariffe spendendo, in media, 734,30 euro. Per questo motivo, a parità di consumi, e guardando alla miglior tariffa del mercato libero, secondo le simulazioni di Facile.it una famiglia potrebbe risparmiare fino al 16% per la bolletta elettrica e fino al 13% per quella del gas.

Da ottobre tariffe aggiornate

Nel 2020 complessivamente tra luce e gas gli italiani hanno speso 1.239,71 euro a famiglia, sicuramente una cifra leggermente più bassa rispetto ai 1.378,38 euro del 2019, il timore però è che per il 2021 possa essere molto più salata. Le tariffe sono infatti aumentate nella prima parte dell’anno, così come i consumi, e i prezzi potrebbero lievitare ulteriormente nei prossimi mesi.
“Il primo ottobre le tariffe energetiche verranno aggiornate e il rischio di un maxi aumento è concreto, se si considera che ormai da mesi stiamo assistendo a una crescita importante del costo delle principali materie prime energetiche”, spiega Mario Rasimelli, managing director utilities di Facile.it.

In Sardegna si consuma più energia elettrica
La spesa per la luce non è però omogenea su tutto il territorio nazionale, e i dati su base regionale fanno emergere significative differenze. Considerando che il prezzo dell’energia sotto regime di tutela è uguale in tutte le aree del Paese, la differenza del peso della bolletta quindi è legata unicamente ai consumi. E al primo posto per consumi e spesa di energia elettrica si posiziona la Sardegna, dove nel 2020 il consumo medio a famiglia sotto regime di tutela corrispondeva a un costo totale di 584 euro (+15,6% rispetto alla media nazionale. Al secondo posto si posiziona invece il Veneto, con 542 euro.
Le regioni dove i consumi sono stati più contenuti, sono la Valle d’Aosta (399 euro), e la Liguria (430 euro).

In Trentino consumi e tariffe del gas più alti

Quanto al gas, sotto regime tutelato il prezzo varia a seconda delle aree del Paese. Il peso della bolletta, quindi, è frutto sia dei consumi sia delle tariffe previste dall’area di residenza. 
Dall’analisi dei contratti di Facile.it il Trentino-Alto Adige è la regione dove i cittadini hanno pagato il conto più alto nel 2020 (935 euro l’anno a famiglia), seguito da Emilia-Romagna e Piemonte (entrambe 931 euro). Al contrario, le regioni dove nel 2020 le famiglie hanno speso meno per il gas sono la Campania, con “solo” 631 euro, la Puglia, (641 euro), e il Lazio (678 euro).

Case Vacanza, il mercato torna crescere. Cortina la meta più cara

Buone notizie per il comparto delle case vacanza: la domanda sia di acquisto si di locazione, infatti, sta ritornando a crescere dopo lo stop forzato del 2020. E sette agenti immobiliari su dieci confermano il trend rilevato dalle stime, come riporta l’Osservatorio Nazionale Immobiliare Turistico di Fimaa (Federazione italiana mediatori agenti d’affari). con la collaborazione della Società di Studi Economici Nomisma. 

L’andamento dei prezzi delle seconde case

Nel 2021 il prezzo medio per l’acquisto di un’abitazione nelle località turistiche in Italia si attesta a 2.730 euro al mq commerciale, con una tendenza dei prezzi di vendita delle case per vacanza in aumento del +3,1% su base annua e un campo di oscillazione compreso tra -1,2% e +5,5%, mettendo in evidenza un deciso recupero dopo la battuta di arresto dello scorso anno (-0,8% su base annua). Per le abitazioni top nuove nelle località turistiche, le quotazioni medie si attestano su valori che superano i 3.700 euro al mq (con un range di oscillazione dei valori medi tra 2.900 e 4.200 euro al mq); per le abitazioni centrali usate i valori medi oscillano tra 2.110 e 3.160 euro al mq, mentre per le abitazioni periferiche usate si mantengono tra 1.520 e 2.200 euro al mq.

Le località italiane più costose

In cima alla classifica delle principali località turistiche, per quanto riguarda i prezzi massimi di compravendita di appartamenti top o nuovi, troviamo anche quest’anno una destinazione montana. Cortina d’Ampezzo (BL) si posiziona in vetta alla classifica con valori che raggiungono i 13.500 €/mq, superando Madonna di Campiglio (Tn) con 13.000 €/mq. In terza e quarta posizione vi sono due destinazioni marittime, ovvero Forte dei Marmi (LU) e Capri (NA), rispettivamente con un prezzo per abitazioni di 13.000 €/mq e 12.500 €/mq. In quinta posizione Courmayeur (AO) con un valore di 11.000 €/mq, arretrando rispetto allo scorso anno, e Santa Margherita Ligure (GE) che con un valore di 10.500 €/mq mantiene la stessa posizione del 2020.

I valori delle locazioni estive

E per quanto riguarda il mercato delle locazioni? Quali sono i costi e quali le richieste dell’utenza? Il report specifica che nelle destinazioni turistiche italiane il canone medio settimanale ordinario (valore di massima frequenza per un appartamento con camera matrimoniale, cameretta, cucina e bagno, 4 posti letto spese incluse) è di quasi 500 euro per il mese di giugno, 710 euro per luglio e 930 euro per agosto.

Gli italiani? I più magri d’Europa

Non è certo un segreto che in tutta Europa, come è accaduto già negli Stati Uniti, stia aumentando in maniera significativa il numero delle persone in sovrappeso. Tanto che oggi, stando alle stime, circa la meta degli europei ulti sorpassa (e in certi casi anche di molto) il peso forma. 

Più “oversize” in poco tempo

I numeri di questo confronto con la bilancia è frutto di analisi di Eurostat. Secondo i dati raccolti, nel 2019 gli abitanti adulti dell’Ue dal peso corretto erano il 45% della popolazione. Di tutti gli altri, la percentuale di oversize è significativa: poco più della metà (53%) è stato considerato sovrappeso (36% pre-obeso e 17% obeso) mentre poco meno del 3% sottopeso. I dati sono stati misurati in base all’indice di massa corporea (Bmi): si tratta di una misura che relaziona peso e altezza e stabilisce in maniera abbastanza precisa la quantità di grasso corporeo. 

Più grandi, più in carne

Ad eccezione degli ultrasettantacinquenni, più anziana è la fascia di età, maggiore è la quota di persone in sovrappeso: la quota più bassa si registra tra i 18-24enni (25%), mentre quelli tra i 65 e i 74 anni hanno la quota più alta (66%). Nella stessa fascia di età si presenta anche il maggior numero di persone obese. Esiste anche una correlazione tra sovrappeso e livello di istruzione: la percentuale di persone in carne diminuisce all’aumentare dello stato socio-culturale. Infatti la percentuale di adulti in sovrappeso tra coloro con un livello di istruzione basso si attestava al 59% nel 2019, era del 54% tra quelli con un’istruzione media e del 44% per gli adulti che possono vantare un livello di istruzione elevato. Anche la condizione di obesità diminuisce con la scolarizzazione: le percentuali sono del 20% fra adulti con basso livello di istruzione, del 17%  con medio e dell’11% fra gli adulti con una alta scolarizzazione. 

Quota più alta di adulti in sovrappeso in Croazia e Malta, più bassa in Italia

I dati sono tutti contenuti nella European Health Survey pubblicata da Eurostar, che periodicamente misura lo stato di salute e l’utilizzo dei servizi sanitari dei cittadini dell’UE. Il rapporto mostra che la percentuale di adulti in sovrappeso varia tra gli Stati membri dell’UE, con le quote più elevate registrate in Croazia e Malta, dove il 65% degli adulti risultava in sovrappeso nel 2019.  Al contrario, le quote più basse sono state registrate in Italia (46%), Francia (47%) e Lussemburgo (48%). 

Quali rumori ci sono mancati durante la pandemia?

La musica live dei concerti, il rumore delle posate al ristorante, gli applausi dei teatri: quali sono i “rumori” che più ci sono mancati in questo anno e mezzo di pandemia? Tra lockdown e vita casalinga, molti suoni a cui eravamo abituati e che caratterizzavano i momenti di svago sono quasi scomparsi dalla nostra vita. Secondo una ricerca diffusa da Jabra e condotta da Censuswide in dieci nazioni, Italia compresa, a più di un anno dall’esplosione della pandemia molte cose che “prima erano normali ora sembrano un lontano ricordo”. E tra queste anche alcuni rumori.

La top 5 dei suoni che suscitano nostalgia

Stando ai risultati della ricerca la musica live dei concerti (65%), gli spruzzi d’acqua e le risate intorno a una piscina (60%), i rumori di posate in una cena al ristorante (58%), gli applausi dei teatri (56%), il tipico rumore dei bar e dei pub (53%) sono i suoni che più suscitano nostalgia, e che maggiormente ci sono mancati in questi lunghi mesi di restrizioni.

Cambia il modo di fruire la musica 

In particolare, riguardo la fruizione della musica, il focus sull’Italia ha fornito un quadro interessante delle abitudini del campione degli intervistati a seconda del genere, l’età e la provenienza geografica. Dall’inizio della pandemia il 27% degli uomini, ad esempio, ha infatti dichiarato di avere aumentato l’ascolto dei Podcast (26,13% le donne), e tra questi la fascia di età che più ha contribuito all’incremento è quella che va dai 16 ai 24 anni (36,36%).

Aumenta l’ascolto della radio, soprattutto in Liguria

Esponenziale per l’Italia è anche la crescita della fruizione della radio, con una quota pari al 41,30% per gli uomini e il 40,28% per le donne, e con la fascia di età 25-34 a guidare il range (46,50%), riporta Adnkronos. E la regione che ha visto maggiormente aumentare l’ascolto della radio è la Liguria (60.87% del campione).  Più contenuti i dati relativi agli Audio books, e la percentuale degli uomini che ne ha aumentato l’ascolto è del 17,98%, mentre è del 19.25% quella delle donne. La musica live però manca “molto” al 45,71% del campione, e “abbastanza” al 31,33% degli intervistati. Per il “massimo grado di nostalgia” prevalgono le donne, pari al 49,71% contro il 41,70% degli uomini, e per tutte le fasce che vanno dai 16 ai 54 anni per la voce “molto” la percentuale ha una media che sfiora il 50%.

I menu estivi si cercano su Pinterest

La base della cucina estiva è composta principalmente da verdure e frutta, alimenti ricchi di acqua, zuccheri e sali minerali, molto importanti per affrontare le giornate calde e umide della stagione più calda. Con l’arrivo dell’estate anche a tavola si ha voglia di fresco, e l’ispirazione per una serie di ricette rapide e leggere senza dover accendere i fornelli si può trovare anche su Pinterest. I Pinner infatti si rivolgono alla piattaforma per trovare le idee giuste per i propri menu estivi. Non sorprende quindi che le ricerche per “ricette salutari” siano aumentate di 18 volte, ma un trend in crescita risulta anche la ricerca per l’organizzazione di picnic. Su Pinterest le ricerche di “ricette per picnic” infatti sono aumentate del 280%, a dimostrazione di come le persone preferiscano passare sempre più tempo all’aperto e a contatto con la natura.

Tante ricette leggere e salutari a base di verdure o di pesce

Tra gli ingredienti più utilizzati delle ricette estive ci sono insalate, formaggi, pomodori, zucchine e peperoni, che possono essere consumati anche crudi e sono estremamente versatili per la preparazione di tantissimi piatti. Per coloro che cercano menu più elaborati, pesce e crostacei sono gli ingredienti ideali da avere in cucina, perfetti per ricette non solo fresche, ma appunto, anche leggere, proteiche, e salutari. In ogni caso, in estate sono i piatti freddi a predominare sulla tavola. Facili da preparare, sono perfetti per le giornate calde, e allo stesso tempo, sono deliziosi. Tra i piatti più conosciuti della stagione su Pinterest si possono trovare quindi ricette per l’estate veloci e semplici a base di insalata, insalata di fagiolini, pomodoro e tonno, idee per aperitivi estivi, e 20 ricette per la pasta fredda.

Cous cous, riso freddo e insalate da gustare all’aria aperta
Dato il clima sempre più caldo, le persone stanno cercando modi per passare più tempo all’aria aperta, come le gite fuori porta. E quale modo migliore per approfittare della bella stagione se non facendo un picnic? Preparare i piatti per l’occasione potrebbe sembrare complesso, ma su Pinterest si possono trovare milioni di idee e consigli per non lasciarsi cogliere impreparati. Qualche esempio? Le ricette più ricercate dagli utenti di Pinterest sono ricette per cous cous (in aumento del 250%), ricette con riso freddo (in aumento del 120%), muffin di pizza (in aumento fino a 5 volte), idee per insalata (in aumento fino a 6 volte), e ricette vegetariane facili (in aumento fino a 41 volte).

Idee e consigli per il picnic perfetto

La chiave per un picnic perfetto sta soprattutto nell’organizzazione. Su Pinterest gli utenti possono trovare non solo idee su cosa mangiare, ma anche spunti su cosa acquistare, per esempio cestini e coperte da picnic. O ancora tips su e come preparare il perfetto picnic estivo, ad esempio, 12 cose che non devono mancare per un picnic con gli amici, il cestino da picnic, la coperta da picnic impermeabile, e come organizzare un picnic con i fiocchi.

Microsoft Teams semplifica la comunicazione con amici e famiglia

L’obiettivo di Microsoft Teams è quello di semplificare la comunicazione con amici e famiglia. Se finora la piattaforma di comunicazione si era rivolta principalmente ai professionisti e ai lavoratori connessi da remoto, ora ha infatti introdotto nuove funzionalità progettate appositamente per gli utenti consumer. 

Microsoft Teams diventa quindi un hub centrale per la comunicazione e la gestione della propria vita privata. Le funzionalità consumer di Teams ora sono disponibili gratuitamente in tutto il mondo. Chi usa già l’app per lavoro dovrà semplicemente cliccare sul proprio profilo e aggiungere l’account personale, mentre i nuovi utenti possono scaricare Microsft Teams per iOS, Android, oppure desktop, e scoprire tutte le novità della piattaforma.

Nuovi contesti virtuali per le chiamate e l’invio di reaction e GIF

Tra le novità lanciate da Teams c’è la modalità Together, con cui è possibile trasformare qualsiasi videocall tra amici e parenti in uno spazio condiviso.

Con Together è infatti possibile scegliere tra una varietà di nuovi contesti virtuali come, ad esempio, un salotto, una caffetteria o persino un resort vacanze, per aggiungere un tocco di allegria alle proprie chiamate quando si è distanti fisicamente. Un’altra novità introdotta dalla piattaforma riguarda l’invio di reaction e GIF, una feature derivata direttamente dalla versione business di Teams.

Invitare fino a 300 persone all’interno della stessa videochiamata

GIF e reaction possono essere utilizzate anche a seguito di una call a cui non si è potuti partecipare per continuare la conversazione. Microsoft Teams permette infatti di accedere in qualsiasi momento al thread per leggerlo e consultarlo anche dopo la conclusione del meeting virtuale. Microsoft Teams permetterà inoltre di invitare fino a 300 persone all’interno della stessa videochiamata, utilizzando qualsiasi Device (PC, Mac o dispositivi Android o iOS) o web browser. In aggiunta a questo, anche gli utenti che non utilizzano Teams potranno visualizzare e rispondere alla chat di gruppo utilizzando gli sms.

Organizzare i contenuti e tenere traccia delle scelte condivise nel gruppo

Inoltre, per ogni chat si avrà a disposizione una dashboard dove organizzare tutti i contenuti condivisi all’interno del gruppo, dalle foto ai file, dai link fino ad arrivare ai task condivisi e agli eventi imminenti. Un’ulteriore funzione presto disponibile è quella del sondaggio, modalità per tener traccia delle scelte condivise, come ad esempio dove andare a cena, oppure, in quale giorno fissare la festa di compleanno per un membro della famiglia. Una volta completato, qualsiasi partecipante all’interno della chat di gruppo può intervenire sulla base dei risultati ottenuti, sia che si tratti di creare un gruppo per l’evento da organizzare sia che si tratti di assegnare un task, riferisce TheDigitalClub. 

Cos’è il bonus prima casa, come ottenerlo e quando si perde

Quando si acquista la prima casa esistono alcune agevolazioni di cui si usufruisce in sede di rogito, che possono però decadere se non si rispettano le condizioni imposte dalla legge. Ma cos’è il bonus prima casa? Si tratta di un’agevolazione fiscale che consente di usufruire di uno sconto sulle tasse al momento dell’acquisto di un’abitazione. Grazie al bonus prima casa chi acquista da una ditta di costruzioni versa l’Iva al 4% anziché al 10%, e le imposte ipotecaria, catastale e di registro, anziché in misura proporzionale, sono pari a 200 euro ciascuna. Chi acquista da un privato invece versa l’imposta di registro al 2% anziché al 9%, e le imposte ipotecaria e catastale, anziché in misura proporzionale, sono pari a 50 euro ciascuna. È quindi importante, ricorda laleggepertutti.it, stare attenti a non perdere queste agevolazioni per evitare di pagare le sanzioni all’Agenzia delle Entrate.

Come si ottiene il bonus prima casa?

Per ottenere il bonus prima casa è necessario che l’immobile da acquistare sia una civile abitazione, l’acquirente deve provvedere a trasferire la propria residenza nello stesso Comune ove si trova l’immobile entro i 18 mesi successivi all’acquisto, l’acquirente non deve essere proprietario (neanche per quote) di altre abitazioni nel Comune ove si trova l’immobile da acquistare né di un’altra abitazione, ovunque situata in Italia, per la quale abbia già usufruito del bonus prima casa. Inoltre, l’immobile acquistato non deve essere venduto prima del quinto anno dal rogito. Tuttavia, se ciò dovesse avvenire, per non decadere dal bonus prima casa è necessario acquistare, entro 1 anno, una nuova abitazione che abbia le stesse caratteristiche della prima casa qui elencate.

Come si perde il bonus prima casa?

Tenendo conto delle condizioni che non devono necessariamente sussistere al momento dell’acquisto della proprietà, ma che possono essere rispettate anche in un momento successivo, il bonus prima casa si perde se non si trasferisce la residenza entro 18 mesi dal rogito, se non si vende l’abitazione precedente catalogata come ‘prima casa’ entro 1 anno dal rogito, se si vende l’immobile prima di 5 anni dall’acquisto senza acquistarne un altro che abbia i requisiti della prima casa.

Che succede se si perde il bonus prima casa?

Chi decade dal bonus prima casa subisce alcune conseguenze. Innanzitutto è costretto a versare all’Erario le imposte sul rogito (Iva, Registro, ipotecaria e catastale) in misura piena. In pratica, dovrà allo Stato la differenza tra quanto ha pagato in forza dell’agevolazione fiscale e quanto avrebbe invece dovuto pagare se non ne avesse usufruito. Oltre a ciò dovrà anche versare le sanzioni pari al 30% dell’importo sopra detto.

Il caffè espresso italiano candidato a Patrimonio Immateriale Unesco

Simbolo di italianità nel mondo, il caffè espresso italiano è candidato a Patrimonio Immateriale dell’Umanità Unesco. Da nord a sud e da tradizione a innovazione, il caffè espresso si conferma capace di legare antiche e nuove generazioni. Tanto che a fine 2020 sono i giovani a detenere più del 6% delle imprese del settore, un dato decisamente superiore rispetto alla media nazionale delle aziende manifatturiere. A esprimere il giudizio favorevole sul caffè espresso come Patrimonio Unesco  è il Mipaaf, il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, che ha candidato il Rito del caffè espresso tra gli iscritti nell’Inventario nazionale del patrimonio agroalimentare italiano.

Uno spiraglio di speranza che dona linfa vitale a una filiera messa in ginocchio

La candidatura del rito del caffè a Patrimonio Immateriale dell’Umanità Unesco è “uno spiraglio di speranza che dona linfa vitale a una filiera messa in ginocchio dalla crisi economica – commenta Alessandro Bianchin, Presidente del G.I.T.C. – Gruppo Italiano Torrefattori Caffè – ma che mantiene salde le radici legate a un passato di tradizione tutta italiana”. Una tradizione che si trasmette attraverso le generazioni, e che determina l’importanza del comparto caffè nel mondo giovanile.

Delle 930 imprese italiane il 6,5% sono guidate da under 40

Secondo le stime di Unioncamere-Infocamere, raccolte dal Gruppo Italiano Torrefattori Caffè, nel 2020 fra le 930 imprese del settore quelle guidate dagli under 40 rappresentano il 6,5%, e superano nettamente la media nazionale delle aziende manifatturiere giovanili, che si attestano al 5,4%. D’altronde, a causa della pandemia nel 2020 il comparto ha creato un giro d’affari export pari a 1,3 milioni di euro, in calo rispetto ai 1,4 milioni di euro del 2019 (dati Istat), e conta un numero di addetti pari a 10.187 (fonte Unioncamere-Infocamere).

Necessità di sostegno per il settore

Gruppo Italiano Torrefattori Caffè è la realtà associativa tra le più importanti in Italia nel settore delle torrefazioni di caffè. Con sede a Trieste, rappresenta oggi oltre 225 aziende italiane del settore, tutelando gli interessi generali e specifici della categoria e contribuendo allo stesso tempo alla crescita, alla formazione e allo sviluppo del comparto. La ritrovata compattezza degli attori della filiera sottolinea quindi la necessità di sostegno per il settore, e fa sperare in una pronta ripresa con l’appoggio delle Istituzioni.

Industria, a ottobre fatturato +2,2%, ordinativi +3%

Nel mese di ottobre crescono ordinativi e fatturato dell’industria italiana. L’Istat stima infatti che al netto dei fattori stagionali il fatturato dell’industria aumenti del 2,2% rispetto a settembre, mentre nella media del trimestre agosto-ottobre la crescita sarebbe del 14,3% rispetto al trimestre precedente. Sempre a ottobre, l’incremento congiunturale degli ordinativi è stimato per il +3,0%, e rimanga nella media del +20,6% di agosto-ottobre rispetto ai tre mesi precedenti. L’aumento congiunturale del fatturato riflette risultati positivi per entrambi i mercati, con una variazione più ampia per il mercato interno (+2,8%) rispetto al mercato estero (+1,1%). Per gli ordinativi l’incremento deriva da aumenti di ampiezza pressoché analoga sui due mercati, interno (+3,0%) ed estero (+2,8%).

In termini tendenziali fatturato totale -1,7%

Con riferimento ai raggruppamenti principali dell’industria, a ottobre gli indici destagionalizzati del fatturato segnano un aumento congiunturale del 4,8% per i beni strumentali, del 4,3% per l’energia e del 2,3% per i beni intermedi. L’unico risultato negativo si rileva per i beni di consumo, che registrano una flessione dello 0,5%. Corretto per gli effetti di calendario, (i giorni lavorativi sono stati 22 contro i 23 di ottobre 2019), il fatturato totale diminuisce in termini tendenziali dell’1,7%, riporta Adnkronos, riflettendo una modesta riduzione del mercato interno (-0,4%) e un marcato calo del mercato estero (-4,1%).

Settore dei mezzi di trasporto crescita tendenziale +22,2%

Con riferimento al comparto manifatturiero, il settore dei mezzi di trasporto registra una crescita tendenziale del +22,2%, seguito dal comparto delle apparecchiature elettriche e non (+3,6%), mentre per l’industria tessile e dell’abbigliamento e per le raffinerie di petrolio si rilevano i cali di maggiore entità (-11,5% e -32,5%). In termini tendenziali l’indice grezzo degli ordinativi segna una crescita dell’1,2%, sintesi di un incremento delle commesse provenienti dal mercato interno (+3,6%) e di un calo di quelle provenienti dal mercato estero (-2,3%). La maggiore crescita si registra per il settore dei mezzi di trasporto (+12,2%) e per l’industria dei macchinari e delle attrezzature (+4,1%), mentre i risultati peggiori si rilevano nell’industria tessile e dell’abbigliamento (-8,7%) e in quella farmaceutica (-12,8%).

Indice destagionalizzato del fatturato in recupero parziale su settembre

Nel mese di ottobre l’indice destagionalizzato del fatturato recupera parzialmente il calo registrato a settembre. Un andamento analogo caratterizza la componente interna, mentre per quella estera si evidenzia una crescita ininterrotta dal mese di maggio. “Su base annua sono molto positivi i risultati degli ultimi due mesi per l’industria dei mezzi di trasporto, in particolare per il comparto degli autoveicoli – scrive l’Istat -. Continuano a rimanere in sofferenza, invece, il settore tessile, dell’abbigliamento e dei prodotti in pelle e l’industria della raffinazione del petrolio. Al netto della componente di prezzo, il settore manifatturiero evidenzia una crescita congiunturale sia su base mensile sia su base trimestrale”.

Per 8 italiani su 10 il caffè è uno dei piaceri della vita

Nonostante il cambiamenti nello stile di vita causati dall’emergenza Covid-19 l’amore degli italiani per il caffè resta immutato. Il 96,6% degli italiani dichiara di consumare almeno saltuariamente caffè o bevande a base di caffè. Quasi 4 italiani su 10, poi, bevono da 2 a 3 tazzine al giorno, e lo stesso numero ne beve dalle 3 alle 4. È quanto emerge dall’indagine Gli Italiani e il caffè, condotta da AstraRicerche per conto del Consorzio Promozione Caffè.

Lo studio conferma la predilezione degli italiani per un consumo domestico (90,3%), anche perché l’isolamento forzato ha privato gli italiani di una parte importante della quotidianità: il caffè al bar.

Il Covid-19 cambia le abitudini

Ma se il bar scende nelle preferenze dal 77,5% del 2014 al 65% di quest’anno, il 60,3% ha sentito la mancanza di una piacevole routine di inizio giornata o dell’incontro con gli amici, ma anche del gusto del caffè preparato al bar. Non solo, oltre il 65% di studenti e lavoratori ha sofferto l’assenza della pausa caffè nel luogo di studio o di lavoro. Resta comunque saldo il caffè appena svegli, fondamentale per quasi l’80% degli italiani, che affermano di mantenere una certa fedeltà al caffè normale. La moka infatti oggi viene utilizzata dal 37,2% degli italiani, anche se è leggermente superata dalla macchina con capsule o cialde, preferita da quasi il 40%.

Perché il caffè piace tanto?

Il caffè è associato a pensieri di benessere, a sensazioni di comfort e di calore. Significa prendersi una pausa (85%), è il pretesto per fare quattro chiacchiere (82,3%), è il simbolo dell’italianità (84,3%). Molti italiani lo definiscono, semplicemente, uno dei piaceri della vita (83,7%). Per quasi 6 persone su 10 bere un buon caffè è infatti un piacere, e per poco meno della metà rappresenta un momento di relax. Per un terzo degli italiani, poi, è addirittura un momento “introspettivo”, da vivere da soli. Ma il caffè è anche una vera esperienza multisensoriale, e se 9 italiani su 10 lo apprezzano soprattutto per il gusto e l’aroma non manca l’appagamento degli altri sensi, come occhi (il color caffè piace all’80% dei consumatori) e udito (il suono della macchina del caffè al bar piace quasi a 7 intervistati su 10).

Cresce la sensibilità sociale ed ecologica verso il prodotto

Dall’indagine AstraRicerche emerge come gli italiani abbiano sviluppato anche una buona sensibilità sui temi della sostenibilità sociale ed ecologica, e della qualità del prodotto. E alcune caratteristiche potrebbero addirittura determinare le preferenze d’acquisto. In particolare, in ambito di sostenibilità. Al primo posto gli italiani pongono infatti la garanzia del rispetto dei lavoratori in tutte le fasi di produzione, riporta Italpress, e al secondo la provenienza biologica del prodotto.