In Italia si lavora di più, ma si guadagna meno

Per i lavoratori italiani il salario lordo medio si colloca a livelli inferiori rispetto alla media degli altri Paesi dell’Eurozona. L’Italia ha infatti un alto numero medio di ore lavorate all’anno per dipendente, e allo stesso tempo la minor quota salari in percentuale del Pil. Insomma, in Italia si lavora di più, ma si viene retribuiti molto meno. Il confronto tra le sei maggiori economie dell’Eurozona mette poi in evidenza tre dinamiche salariali differenti: Paesi Bassi e Belgio, in presenza di salari medi più alti, registrano una crescita costante, Germania e Francia, con salari medi a livello intermedio tra i sei Paesi, registrano l’incremento salariale più alto, mentre Italia e Spagna, con i salari medi più bassi, si caratterizzano per una stagnazione di lungo periodo.

L’Italia è l’unica a non avere ancora recuperato il livello salariale pre-crisi 2007

Dai dati Cgil contenuti in una ricerca della Fondazione Di Vittorio sulla questione salariale in Italia risulta che nella comparazione tra l’Italia e la Germania, dopo un decennio di sostanziale stagnazione (2000-2009), i salari mostrano dinamiche divergenti, pur in presenza di tassi di inflazione ai minimi storici. Infatti, nel periodo successivo (2010-2019) i salari tedeschi sono cresciuti di +5.430 euro (+14,7%) mentre quelli italiani sono diminuiti di -596 euro (-1,9%). Inoltre, l’Italia è l’unico tra i sei Paesi dell’Eurozona che non ha ancora recuperato il livello salariale pre-crisi (2007), e che ha avuto complessivamente le oscillazioni più contenute.

Il confronto con i 6 Paesi europei

In Italia, poi, il salario di un single al 100% del salario medio (21,6mila euro) ha uno scarto che va da oltre 15,7mila euro con i Paesi Bassi a quasi 5mila con la Francia. Nel caso del monogenitore al 67% del salario medio con due figli, il salario netto in Italia (20,6mila euro) ha invece uno scarto che va da oltre 16,7mila euro con i Paesi Bassi a 5,8mila con la Francia, mentre è superiore a quello spagnolo di oltre 2,6mila euro. Nel caso italiano della coppia bireddito con entrambi i genitori al 100% del salario medio e due figli (45,2mila euro), lo scarto è ancora maggiore: da 34,5mila con i Paesi Bassi a 10,8mila con la Francia.

Sui salari lordi italiani si esercita una maggiore pressione fiscale

Dall’analisi emerge poi come l’Italia nel 2019 abbia registrato il maggiore cuneo fiscale (39,2%) proprio per la coppia monoreddito con due figli e un salario equivalente a quello medio (Ocse, 2020). Come precisa Askanews, questo mette in evidenza come sui salari lordi italiani, già mediamente più bassi degli altri, si eserciti complessivamente una maggiore pressione fiscale.


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