Italiani, lockdown e Fase 2: tra timori e voglia di ripartire

Gli italiani sono stati “bravi” durante il lockdown: hanno in grandissima parte rispettato le regole e fatto i conti con i leciti timori, come ad esempio l’insicurezza legata al prendere i mezzi pubblici. Ora, con la riapertura di gran parte dei luoghi e delle attività, i nostri connazionali si sentono più rassicurati e pronti a ripartire. Ovvio però che l’esperienza vissuta abbia un impatto, anche importante, sulle abitudini e la percezione di cosa sia sicuro o meno. L’identikit degli italiani è stato disegnato dall’ultima indagine condotta in Italia da BVA Doxa relativamente agli impatti del virus Covid-19 sulla popolazione. La ricerca – condotta su un campione rappresentativo di più di 1000 italiani – ha dedicato, tra le varie tematiche, un focus particolare alle attività e ai timori degli italiani pochi giorni prima dell’inizio della “fase 2” (periodo antecedente al 4 maggio 2020) e nel periodo immediatamente successivo (tra il 4 e il 10 maggio).

Prima in casa, adesso si ritorna a uscire

Anche con l’allentamento delle misure restrittive introdotte con la Fase 1 del lockdown, si esce ancora poco di casa. Tuttavia sono gradualmente riprese le attività “non essenziali”: se prima della fase 2 solo il 13% delle persone usciva a passeggiare o a giocare con i bambini, nel periodo tra il 4 e il 10 maggio lo ha fatto il 29%. Ma, oltre a questo, sono numerose le attività che hanno visto una forte ripresa: le attività sportive all’aperto, praticate prima dall’11% e poi dal 28% dei rispondenti, uscire per prendersi cura di un parente o di un amico, dal 15% al 25%, e incontrare persone all’esterno, dall’8% al 21%. La stragrande maggioranza degli italiani, l’83%, continua a uscire principalmente per comprare beni essenziali (spesa o farmaci), percentuale rimasta sostanzialmente invariata rispetto alla Fase 1 (81%).

Meglio l’auto per gli spostamenti

L’auto, insieme alla bicicletta e al monopattino, si conferma anche nella fase 2 il mezzo considerato più sicuro per spostarsi. I mezzi pubblici sono invece ritenuti meno sicuri secondo la maggioranza degli italiani, anche se si rileva un miglioramento a seguito dell’allentamento del lockdown: la percezione di rischio per la metropolitana migliora di 20 punti (da 88% a 68%); autobus, tram e treni migliorano di più di 20 punti. In calo il timore di contrarre il virus anche usando il car sharing: da 55% a 35%. Ma va precisato che questi sono i primi dati post lockdown.

Cala la paura del contagio

L’allentamento delle misure restrittive e il lento miglioramento della curva dei contagi ha rassicurato molti italiani. Gli ospedali restano al primo posto dei luoghi a rischio con il 66% dei consensi (nella fase 1 erano l’87%), seguiti da palestre (60%), cinema e teatri (56% rispetto all’81% della fase 1), centri commerciali (47% rispetto al 75%), bar e ristoranti (44% rispetto a 72%), uffici di servizi pubblici (37% rispetto a 64%) e supermercati (32% rispetto a 59%). Anche i luoghi di lavoro – così come le farmacie, le banche e i parchi – vengono ritenuti sicuri.

Salute o economia?

Se durante il lockdown il 65% dei nostri connazionali era convinto che fosse più importante tutelare la salute collettiva anche a fronte di una crisi economica, con l’allenamento delle misure sale la percentuale (37%) di chi vorrebbe la cessazione delle restrizioni per ripartire davvero.


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