Millennials, malati di perfezionismo

La mania di avere tutto sotto controllo e l’esigenza di perfezionismo sono aumentati notevolmente negli ultimi 25 anni, soprattutto fra i giovani. Secondo uno studio guidato dalla Saint John University di York, nel Regno Unito, e dalla Dalhousie University, in Canada, pubblicato su Personality and Social Psychology Review, i giovani di oggi sono più perfezionisti che mai. Ciò significa che i Millennials vi lottano più delle generazioni precedenti. Una scoperta che rispecchia i risultati di ricerche precedenti.

Le cause? Sono complesse, e secondo i ricercatori risiedono in un ambiente sociale sempre più competitivo, nell’atteggiamento iperprotettivo dei genitori, e non ultimo, nell’influenza del modello proposto dai social media.

Provenienza sociale, prestazioni, vincita e interesse personale vengono enfatizzati

Dalla ricerca, una meta-analisi di 77 studi che ha coinvolto complessivamente 25mila persone dai 15 ai 49 anni (circa due terzi donne), emerge in primo luogo il progressivo aumento del successo come valore di riferimento nella società. Il fatto di essere inseriti in una realtà sempre più competitiva, dove la provenienza sociale e le prestazioni contano eccessivamente, e la vincita e l’interesse personale sono enfatizzati, porta a pretendere da se stessi prestazioni sempre più elevate. E difficili da raggiungere. In pratica i Millennials si confrontano con un modello vincente a cui sentono di doversi adeguare, pena l’esclusione sociale e il fallimento.

La responsabilità è anche dei genitori

La ricerca fa emergere però anche la responsabilità dei genitori, che esercitano troppo controllo e sono troppo critici nei confronti dei figli. Comportamenti che possono favorire lo sviluppo del perfezionismo nei Millennials, riferisce Ansa.

“I genitori – spiegano Simon Sherry e Martin M. Smith su The Conversation – devono essere meno critici e iperprotettivi, insegnando ai propri figli a tollerare e imparare dai loro errori, sottolineando al contempo quanto sia importante impegnarsi per ciò in cui si crede rispetto alla ricerca irrealistica della perfezione”.

L’antidoto è l’amore incondizionato

Tutto ciò fa si che i Millennials siano circondati da troppi parametri su cui misurare il loro successo o fallimento. E non va trascurato il peso dei social media, che nell’ultimo decennio hanno proposto contenuti e post che mostrano vite irrealisticamente “perfette”. Un modello in cui i giovani tendono a volersi riconoscere in maniera poco critica.

Un antidoto possibile alla smania di apparire perfetti però c’è, e secondo i ricercatori risiede nell’amore incondizionato. Quello per cui i genitori apprezzano i figli per qualcosa di più delle loro prestazioni o del loro aspetto.


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