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Gli italiani? I più magri d’Europa

Non è certo un segreto che in tutta Europa, come è accaduto già negli Stati Uniti, stia aumentando in maniera significativa il numero delle persone in sovrappeso. Tanto che oggi, stando alle stime, circa la meta degli europei ulti sorpassa (e in certi casi anche di molto) il peso forma. 

Più “oversize” in poco tempo

I numeri di questo confronto con la bilancia è frutto di analisi di Eurostat. Secondo i dati raccolti, nel 2019 gli abitanti adulti dell’Ue dal peso corretto erano il 45% della popolazione. Di tutti gli altri, la percentuale di oversize è significativa: poco più della metà (53%) è stato considerato sovrappeso (36% pre-obeso e 17% obeso) mentre poco meno del 3% sottopeso. I dati sono stati misurati in base all’indice di massa corporea (Bmi): si tratta di una misura che relaziona peso e altezza e stabilisce in maniera abbastanza precisa la quantità di grasso corporeo. 

Più grandi, più in carne

Ad eccezione degli ultrasettantacinquenni, più anziana è la fascia di età, maggiore è la quota di persone in sovrappeso: la quota più bassa si registra tra i 18-24enni (25%), mentre quelli tra i 65 e i 74 anni hanno la quota più alta (66%). Nella stessa fascia di età si presenta anche il maggior numero di persone obese. Esiste anche una correlazione tra sovrappeso e livello di istruzione: la percentuale di persone in carne diminuisce all’aumentare dello stato socio-culturale. Infatti la percentuale di adulti in sovrappeso tra coloro con un livello di istruzione basso si attestava al 59% nel 2019, era del 54% tra quelli con un’istruzione media e del 44% per gli adulti che possono vantare un livello di istruzione elevato. Anche la condizione di obesità diminuisce con la scolarizzazione: le percentuali sono del 20% fra adulti con basso livello di istruzione, del 17%  con medio e dell’11% fra gli adulti con una alta scolarizzazione. 

Quota più alta di adulti in sovrappeso in Croazia e Malta, più bassa in Italia

I dati sono tutti contenuti nella European Health Survey pubblicata da Eurostar, che periodicamente misura lo stato di salute e l’utilizzo dei servizi sanitari dei cittadini dell’UE. Il rapporto mostra che la percentuale di adulti in sovrappeso varia tra gli Stati membri dell’UE, con le quote più elevate registrate in Croazia e Malta, dove il 65% degli adulti risultava in sovrappeso nel 2019.  Al contrario, le quote più basse sono state registrate in Italia (46%), Francia (47%) e Lussemburgo (48%). 

Risorse naturali scarse: tassare le aziende che le utilizzano? 

Cosa pensano i cittadini in merito all’utilizzo di risorse naturali scarse per la produzione e realizzazione di prodotti? La risposta arriva dal nuovo sondaggio di Ipsos, condotto in collaborazione con il World Economic Forum, che ha raccolto e analizzato le opinioni dei cittadini in merito allo sfruttamento delle risorse naturali da parte delle aziende. Il sondaggio è stato condotto tra il 21 maggio e il 4 giugno 2021 su 19.510 adulti in 28 Paesi del mondo attraverso un questionario online. Innanzitutto, dal sondaggio emerge che il 71% pensa che le aziende che usano tali risorse dovrebbero pagare tasse aggiuntive, e l’85% degli intervistati ritiene che le informazioni relative all’utilizzo di risorse naturali scarse dovrebbero essere incluse nelle etichette dei prodotti. 

Cina, India, Colombia, Cile sono più d’accordo ad aumentare le tasse

Il sondaggio Ipsos rivela che a livello internazionale il 71% degli intervistati ritiene che le aziende che usano risorse naturali scarse per la realizzazione dei propri prodotti dovrebbero pagare tasse aggiuntive per il loro uso, anche se ciò significherebbe aumentare significativamente il prezzo finale dei prodotti.  Tra i 28 Paesi esaminati, una tassazione maggiore per le aziende che utilizzano risorse naturali scarse è maggiormente condivisa in Cina (85%), India e Colombia (84%) e Cile (83%), e meno condivisa in Giappone (47%), Polonia (50%) e Stati Uniti (60%) e Ungheria (64%). In Italia, la percentuale di intervistati d’accordo con una maggior tassazione per l’utilizzo di risorse naturali scarse al fine di produrre e realizzare prodotti, pari al 73%, si avvicina alla media internazionale. 

Serve un’etichettatura adeguata dei prodotti

Quanto all’etichettatura dei beni che utilizzano risorse naturali scarse per la loro produzione il sondaggio Ipsos rivela che a livello internazionale l’85% degli intervistati ritiene che le informazioni relative all’utilizzo di risorse naturali scarse dovrebbero essere incluse sulle etichette dei prodotti. Tra i 28 Paesi esaminati, un’etichettatura dei prodotti appropriata sulle merci è maggiormente condivisa in Colombia (93%), Malesia, Cina e Cile (91%) e meno condivisa in Giappone (75%), Germania e Stati Uniti (76%). 
Anche in questo caso, la percentuale degli intervistati italiani d’accordo con l’inserimento delle informazioni relative all’utilizzo di risorse naturali scarse nelle etichette dei prodotti, si avvicina alla media internazionale, con l’83% di opinioni positive. 

La soluzione è l’economia circolare

Dai dati Ipsos la necessità di ridurre il consumo e lo spreco sembra quindi essere ampiamente riconosciuta. Ma come procedere? Secondo il World Economic Forum una strategia chiave per ridurre i consumi e proteggere le risorse naturali è quella di allontanarsi dal nostro attuale approccio ai consumi, basato su “prendere-produrre-eliminare”, verso un’economia più circolare. I sostenitori dell’economia circolare propongono alcune modalità alternative di produzione, che potrebbero aiutare ad affrontare i problemi di sovraconsumo e scarsità delle risorse. In particolare, i prodotti dovrebbero essere progettati per sfruttare meno risorse e produrre meno rifiuti, i materiali usati per produrre i beni dovrebbero essere riutilizzati, e le risorse naturali dovrebbero essere protette e rimpiazzate.

Quali rumori ci sono mancati durante la pandemia?

La musica live dei concerti, il rumore delle posate al ristorante, gli applausi dei teatri: quali sono i “rumori” che più ci sono mancati in questo anno e mezzo di pandemia? Tra lockdown e vita casalinga, molti suoni a cui eravamo abituati e che caratterizzavano i momenti di svago sono quasi scomparsi dalla nostra vita. Secondo una ricerca diffusa da Jabra e condotta da Censuswide in dieci nazioni, Italia compresa, a più di un anno dall’esplosione della pandemia molte cose che “prima erano normali ora sembrano un lontano ricordo”. E tra queste anche alcuni rumori.

La top 5 dei suoni che suscitano nostalgia

Stando ai risultati della ricerca la musica live dei concerti (65%), gli spruzzi d’acqua e le risate intorno a una piscina (60%), i rumori di posate in una cena al ristorante (58%), gli applausi dei teatri (56%), il tipico rumore dei bar e dei pub (53%) sono i suoni che più suscitano nostalgia, e che maggiormente ci sono mancati in questi lunghi mesi di restrizioni.

Cambia il modo di fruire la musica 

In particolare, riguardo la fruizione della musica, il focus sull’Italia ha fornito un quadro interessante delle abitudini del campione degli intervistati a seconda del genere, l’età e la provenienza geografica. Dall’inizio della pandemia il 27% degli uomini, ad esempio, ha infatti dichiarato di avere aumentato l’ascolto dei Podcast (26,13% le donne), e tra questi la fascia di età che più ha contribuito all’incremento è quella che va dai 16 ai 24 anni (36,36%).

Aumenta l’ascolto della radio, soprattutto in Liguria

Esponenziale per l’Italia è anche la crescita della fruizione della radio, con una quota pari al 41,30% per gli uomini e il 40,28% per le donne, e con la fascia di età 25-34 a guidare il range (46,50%), riporta Adnkronos. E la regione che ha visto maggiormente aumentare l’ascolto della radio è la Liguria (60.87% del campione).  Più contenuti i dati relativi agli Audio books, e la percentuale degli uomini che ne ha aumentato l’ascolto è del 17,98%, mentre è del 19.25% quella delle donne. La musica live però manca “molto” al 45,71% del campione, e “abbastanza” al 31,33% degli intervistati. Per il “massimo grado di nostalgia” prevalgono le donne, pari al 49,71% contro il 41,70% degli uomini, e per tutte le fasce che vanno dai 16 ai 54 anni per la voce “molto” la percentuale ha una media che sfiora il 50%.

I menu estivi si cercano su Pinterest

La base della cucina estiva è composta principalmente da verdure e frutta, alimenti ricchi di acqua, zuccheri e sali minerali, molto importanti per affrontare le giornate calde e umide della stagione più calda. Con l’arrivo dell’estate anche a tavola si ha voglia di fresco, e l’ispirazione per una serie di ricette rapide e leggere senza dover accendere i fornelli si può trovare anche su Pinterest. I Pinner infatti si rivolgono alla piattaforma per trovare le idee giuste per i propri menu estivi. Non sorprende quindi che le ricerche per “ricette salutari” siano aumentate di 18 volte, ma un trend in crescita risulta anche la ricerca per l’organizzazione di picnic. Su Pinterest le ricerche di “ricette per picnic” infatti sono aumentate del 280%, a dimostrazione di come le persone preferiscano passare sempre più tempo all’aperto e a contatto con la natura.

Tante ricette leggere e salutari a base di verdure o di pesce

Tra gli ingredienti più utilizzati delle ricette estive ci sono insalate, formaggi, pomodori, zucchine e peperoni, che possono essere consumati anche crudi e sono estremamente versatili per la preparazione di tantissimi piatti. Per coloro che cercano menu più elaborati, pesce e crostacei sono gli ingredienti ideali da avere in cucina, perfetti per ricette non solo fresche, ma appunto, anche leggere, proteiche, e salutari. In ogni caso, in estate sono i piatti freddi a predominare sulla tavola. Facili da preparare, sono perfetti per le giornate calde, e allo stesso tempo, sono deliziosi. Tra i piatti più conosciuti della stagione su Pinterest si possono trovare quindi ricette per l’estate veloci e semplici a base di insalata, insalata di fagiolini, pomodoro e tonno, idee per aperitivi estivi, e 20 ricette per la pasta fredda.

Cous cous, riso freddo e insalate da gustare all’aria aperta
Dato il clima sempre più caldo, le persone stanno cercando modi per passare più tempo all’aria aperta, come le gite fuori porta. E quale modo migliore per approfittare della bella stagione se non facendo un picnic? Preparare i piatti per l’occasione potrebbe sembrare complesso, ma su Pinterest si possono trovare milioni di idee e consigli per non lasciarsi cogliere impreparati. Qualche esempio? Le ricette più ricercate dagli utenti di Pinterest sono ricette per cous cous (in aumento del 250%), ricette con riso freddo (in aumento del 120%), muffin di pizza (in aumento fino a 5 volte), idee per insalata (in aumento fino a 6 volte), e ricette vegetariane facili (in aumento fino a 41 volte).

Idee e consigli per il picnic perfetto

La chiave per un picnic perfetto sta soprattutto nell’organizzazione. Su Pinterest gli utenti possono trovare non solo idee su cosa mangiare, ma anche spunti su cosa acquistare, per esempio cestini e coperte da picnic. O ancora tips su e come preparare il perfetto picnic estivo, ad esempio, 12 cose che non devono mancare per un picnic con gli amici, il cestino da picnic, la coperta da picnic impermeabile, e come organizzare un picnic con i fiocchi.

Le preoccupazioni nel mondo, coronavirus al primo posto

Cosa preoccupa il mondo? Soprattutto il coronavirus, ma in Italia è la disoccupazione a preoccupare maggiormente i cittadini. Il sondaggio di Ipsos, What Worries the World, traccia le opinioni dei cittadini sulle più importanti questioni sociali e politiche che preoccupano 28 Paesi, e il 42% degli intervistati a maggio afferma che il coronavirus è uno dei problemi principali del proprio Paese. Anche se la percentuale è in calo di 3 punti rispetto al mese scorso, e di 29 punti rispetto a maggio 2020. In Italia, i livelli di preoccupazione per il coronavirus sono molto vicini alla media internazionale, con una percentuale pari al 40%, mentre è la Malesia la nazione con i più alti livelli di preoccupazione per il Covid-19 per l’ottavo mese consecutivo. Il 74% lo inserisce tra i problemi principali, la stessa percentuale di maggio 2020. 

Disoccupazione, temuta dal 60% degli italiani 

Dopo il Covid-19, la disoccupazione è attualmente la seconda maggiore preoccupazione a livello internazionale, temuta da una media degli intervistati pari al 34%, in calo i 8 punti in meno rispetto al picco del 42% di un anno fa.  Il Paese che ritiene la disoccupazione come una delle principali preoccupazioni è il Sud Africa, con una percentuale del 66%. Subito dopo si collocano Italia e Spagna, con una percentuale del 60%. I maggiori aumenti mese su mese per la disoccupazione si registrano però in Ungheria e Svezia (+10 punti) e Arabia Saudita (+7). 

Povertà e disuguaglianza sociale, principale preoccupazione in Russia

In media, una persona su tre (32%) in tutti i Paesi e il 33% degli italiani affermano che la povertà e la disuguaglianza sociale rappresentano uno dei problemi principali di oggi nel proprio Paese. In Russia rappresenta la principale preoccupazione, con una percentuale del 61% (+3 punti rispetto al mese scorso). Ma se la preoccupazione per povertà e disuguaglianza sociale è aumentata in Ungheria e Israele (+7) e Colombia (+4), la Turchia, che ha visto la disoccupazione in cima alla lista di preoccupazioni negli ultimi mesi, ora mostra timori più alti per la povertà e la disuguaglianza sociale, in aumento di 7 punti. 

Corruzione finanziaria e politica, crimine e violenza

La corruzione finanziaria e politica è la quarta preoccupazione a livello internazionale. Il sondaggio mostra che in media il 30% degli intervistati e il 25% degli italiani la considera come uno dei principali problemi che il proprio Paese deve affrontare. In ultima posizione si colloca crimine e violenza, con il 25% a livello internazionale e il 16% in Italia, che lo ritiene uno delle principali preoccupazione per il proprio Paese. Crimine e violenza è attualmente la prima preoccupazione in diversi Paesi come Cile, Israele, Messico e Svezia, ma i maggiori aumenti provengono dagli Stati Uniti (+12 punti), Svezia (+7), Cile e Messico. 

Microsoft Teams semplifica la comunicazione con amici e famiglia

L’obiettivo di Microsoft Teams è quello di semplificare la comunicazione con amici e famiglia. Se finora la piattaforma di comunicazione si era rivolta principalmente ai professionisti e ai lavoratori connessi da remoto, ora ha infatti introdotto nuove funzionalità progettate appositamente per gli utenti consumer. 

Microsoft Teams diventa quindi un hub centrale per la comunicazione e la gestione della propria vita privata. Le funzionalità consumer di Teams ora sono disponibili gratuitamente in tutto il mondo. Chi usa già l’app per lavoro dovrà semplicemente cliccare sul proprio profilo e aggiungere l’account personale, mentre i nuovi utenti possono scaricare Microsft Teams per iOS, Android, oppure desktop, e scoprire tutte le novità della piattaforma.

Nuovi contesti virtuali per le chiamate e l’invio di reaction e GIF

Tra le novità lanciate da Teams c’è la modalità Together, con cui è possibile trasformare qualsiasi videocall tra amici e parenti in uno spazio condiviso.

Con Together è infatti possibile scegliere tra una varietà di nuovi contesti virtuali come, ad esempio, un salotto, una caffetteria o persino un resort vacanze, per aggiungere un tocco di allegria alle proprie chiamate quando si è distanti fisicamente. Un’altra novità introdotta dalla piattaforma riguarda l’invio di reaction e GIF, una feature derivata direttamente dalla versione business di Teams.

Invitare fino a 300 persone all’interno della stessa videochiamata

GIF e reaction possono essere utilizzate anche a seguito di una call a cui non si è potuti partecipare per continuare la conversazione. Microsoft Teams permette infatti di accedere in qualsiasi momento al thread per leggerlo e consultarlo anche dopo la conclusione del meeting virtuale. Microsoft Teams permetterà inoltre di invitare fino a 300 persone all’interno della stessa videochiamata, utilizzando qualsiasi Device (PC, Mac o dispositivi Android o iOS) o web browser. In aggiunta a questo, anche gli utenti che non utilizzano Teams potranno visualizzare e rispondere alla chat di gruppo utilizzando gli sms.

Organizzare i contenuti e tenere traccia delle scelte condivise nel gruppo

Inoltre, per ogni chat si avrà a disposizione una dashboard dove organizzare tutti i contenuti condivisi all’interno del gruppo, dalle foto ai file, dai link fino ad arrivare ai task condivisi e agli eventi imminenti. Un’ulteriore funzione presto disponibile è quella del sondaggio, modalità per tener traccia delle scelte condivise, come ad esempio dove andare a cena, oppure, in quale giorno fissare la festa di compleanno per un membro della famiglia. Una volta completato, qualsiasi partecipante all’interno della chat di gruppo può intervenire sulla base dei risultati ottenuti, sia che si tratti di creare un gruppo per l’evento da organizzare sia che si tratti di assegnare un task, riferisce TheDigitalClub. 

Cos’è il bonus prima casa, come ottenerlo e quando si perde

Quando si acquista la prima casa esistono alcune agevolazioni di cui si usufruisce in sede di rogito, che possono però decadere se non si rispettano le condizioni imposte dalla legge. Ma cos’è il bonus prima casa? Si tratta di un’agevolazione fiscale che consente di usufruire di uno sconto sulle tasse al momento dell’acquisto di un’abitazione. Grazie al bonus prima casa chi acquista da una ditta di costruzioni versa l’Iva al 4% anziché al 10%, e le imposte ipotecaria, catastale e di registro, anziché in misura proporzionale, sono pari a 200 euro ciascuna. Chi acquista da un privato invece versa l’imposta di registro al 2% anziché al 9%, e le imposte ipotecaria e catastale, anziché in misura proporzionale, sono pari a 50 euro ciascuna. È quindi importante, ricorda laleggepertutti.it, stare attenti a non perdere queste agevolazioni per evitare di pagare le sanzioni all’Agenzia delle Entrate.

Come si ottiene il bonus prima casa?

Per ottenere il bonus prima casa è necessario che l’immobile da acquistare sia una civile abitazione, l’acquirente deve provvedere a trasferire la propria residenza nello stesso Comune ove si trova l’immobile entro i 18 mesi successivi all’acquisto, l’acquirente non deve essere proprietario (neanche per quote) di altre abitazioni nel Comune ove si trova l’immobile da acquistare né di un’altra abitazione, ovunque situata in Italia, per la quale abbia già usufruito del bonus prima casa. Inoltre, l’immobile acquistato non deve essere venduto prima del quinto anno dal rogito. Tuttavia, se ciò dovesse avvenire, per non decadere dal bonus prima casa è necessario acquistare, entro 1 anno, una nuova abitazione che abbia le stesse caratteristiche della prima casa qui elencate.

Come si perde il bonus prima casa?

Tenendo conto delle condizioni che non devono necessariamente sussistere al momento dell’acquisto della proprietà, ma che possono essere rispettate anche in un momento successivo, il bonus prima casa si perde se non si trasferisce la residenza entro 18 mesi dal rogito, se non si vende l’abitazione precedente catalogata come ‘prima casa’ entro 1 anno dal rogito, se si vende l’immobile prima di 5 anni dall’acquisto senza acquistarne un altro che abbia i requisiti della prima casa.

Che succede se si perde il bonus prima casa?

Chi decade dal bonus prima casa subisce alcune conseguenze. Innanzitutto è costretto a versare all’Erario le imposte sul rogito (Iva, Registro, ipotecaria e catastale) in misura piena. In pratica, dovrà allo Stato la differenza tra quanto ha pagato in forza dell’agevolazione fiscale e quanto avrebbe invece dovuto pagare se non ne avesse usufruito. Oltre a ciò dovrà anche versare le sanzioni pari al 30% dell’importo sopra detto.

Smart working, non solo vantaggi: il prezzo del lavoro da remoto

Comodo, efficace, utilissimo quando non si poteva fare che così: ma lo smartworking, fra tutti i i suoi aspetti positivi (è stato un “salvavita” nei periodi duri del lockdown) adesso presenta il conto. E non tutti gli italiani lo amano: sebbene il bilancio sia positivo sul fronte dell’aumentata possibilità di conciliare i tempi di vita e di lavoro, ci sono anche diverse zone d’ombra che possono avere effetti anche sul clima aziendale e sulle relazioni di lavoro, fino ad arrivare alla disaffezione. Lo rivela il capitolo “Smart working, una rivoluzione nel lavoro degli italiani”, contenuto nel Rapporto “Gli italiani e il lavoro dopo la grande emergenza”.

A casa è meglio sì o no?

Ecco qualche dato emerso dalle ricerca: il 16,7% dei lavoratori intervistati guarda allo smart working come un punto di non ritorno della propria vita professionale; oltre il 10,7% cercherebbe un qualsiasi altro lavoro pur di svolgerlo da casa. Il 43,5% si adatterebbe al ritorno in ufficio, ma 4 su 10 sarebbero contenti di tornare a lavorare tutti i giorni in presenza. Quello che cambia, a livello di percepito, è determinato da diversi fattori, come il genere, l’età o la presenza o meno di figli a casa. In generale, sono gli uomini quelli che hanno più sofferto l’home working, sia sotto il profilo della carriera sia sotto quello delle relazioni (52,4% contro 45,7% delle donne), anche se ne hanno beneficiato in produttività e concentrazione. Le donne, invece, hanno patito l’allungamento dei tempi di lavoro (57% contro il 50,5% degli uomini) e l’inadeguatezza degli spazi casalinghi (42,1% contro 37,9%), evidenziando un maggior rischio di disaffezione verso il lavoro (44,3% rispetto al 37% dei colleghi).

Work-life balance… in bilico tra le quattro mura

Se in sei casi su dieci lo smart working ha consentito di conciliare meglio professione e vita privata, non è stato così per chi aveva maggiori carichi familiari. In primis le coppie, il cui work-life balance è peggiorato per il 43% del campione. Ma l’home working ha avuto anche ricadute pratiche, in termini di spesa e disturbi fisici legati a postazioni domestiche inadeguate. Il 71,1% dichiara di aver diminuito le spese per spostamenti, vitto e vestiario, investendo in consumi legati al tempo libero nel 54,7% dei casi, ma il 48,3% paga il conto per l’utilizzo di sedie e scrivanie improvvisate e il 39,6% lamenta l’inadeguatezza degli spazi e delle infrastrutture, come i collegamenti di rete.

Le tariffe al tempo del Covid

A un anno dall’inizio della pandemia sono cambiate le tariffe delle principali spese familiari? La risposta arriva da Facile.it, che ha confrontato i costi delle tariffe di Rc auto, mutui, prestiti, bollette, conti correnti, telefonia mobile e internet tra gennaio 2020 e oggi.  Per i mutui, ad esempio, Facile.it registra un calo dei tassi, che vedono gli indici mediamente inferiori rispetto a quelli rilevati prima del Covid. Il tasso fisso però a marzo 2021 è tornato a crescere, mentre risulta più stabile l’andamento del tasso variabile, ancora oggi fermo su livelli minimi. Torna quindi ad allargarsi la forbice tra tassi fissi e variabili, che negli ultimi anni si era ridotta ai minimi.

Rc Auto e bollette di luce e gas

Il lockdown ha determinato una contrazione delle tariffe assicurative. I premi medi sono rimasti su livelli molto bassi per tutto l’anno e ancora oggi le condizioni sono estremamente favorevoli. Secondo l’osservatorio Rc auto di Facile.it, il premio medio rilevato a febbraio 2021 era inferiore del 13,5% rispetto a quello di febbraio 2020. Come per i mutui, però, la curva sembra aver iniziato una inversione di tendenza, tanto che da gennaio a febbraio 2021 è stato rilevato un rincaro dell’1,44%. Stesso andamento per le tariffe luce e gas. Se nel primo semestre 2020 l’arrivo del Covid ha determinato un calo del costo dell’energia, a partire dall’ultimo trimestre dell’anno i prezzi sono tornati a salire, e oggi le tariffe medie sono addirittura superiori rispetto a quelle rilevate prima dell’inizio della pandemia.

Prestiti personali, telefonia mobile e fissa, e internet

Andamento opposto per i prestiti personali: il Covid-19 ha avuto un impatto estremamente negativo sul settore. Nella prima metà del 2020 questo ha portato a un atteggiamento di maggior cautela da parte delle società di credito, che si è tradotto nell’aumento dei tassi di interesse e l’irrigidimento dei criteri di valutazione dei richiedenti. Notizie in chiaroscuro arrivano invece dal mondo della telefonia. Sul fronte mobile non sono state rilevate grandi variazioni, con l’importo medio stabile a circa 13 euro al mese. Quanto a internet, Facile.it evidenzia un aumento dei prezzi offerti a chi vuole cambiare operatore o attivare una nuova linea, per un rincaro del 5,3%.

Conti correnti sempre meno gratuiti

L’offerta bancaria è estremamente ampia, ma se da una parte continuano a esistere i cosiddetti conti a zero spese, alcuni istituti hanno cominciato a richiedere un canone fisso. Quello che risulta evidente è che gli istituti provino a disincentivare i prelievi di contante e favorire i pagamenti con carta, soprattutto tramite promozioni che si basano sui meccanismi di cashback. Lo scenario dei conti italiani vede quindi oggi alcune tipologie emergenti: pochi conti gratuiti con prelievi a pagamento o pochi prelievi inclusi, conti più tradizionali con alti costi di mantenimento, o con canoni annui bassi, ma con altre funzionalità gratuite, e conti che prevedono l’azzeramento del canone a patto che diventino veicolo di pagamento di utenze, accredito stipendio e via dicendo.

Come va usato il condizionatore d’aria di notte

Se vivi in una zona particolarmente calda e umida, non è raro che la temperatura possa essere elevata anche la notte. Per questo motivo sono tante le persone a cercare del sollievo grazie all’utilizzo dell’aria condizionata anche la notte. Vediamo per questo come bisogna utilizzare il condizionatore la notte per ottenere il massimo del beneficio risparmiando energia.

Sfrutta la funzione sleep del tuo condizionatore

La notte, quando dormiamo, il nostro corpo ha bisogno di una temperatura più elevata rispetto quel che accade quando invece siamo in attività. Per questo motivo la funzione sleep del condizionatore prevede una temperatura che man mano che avanzano le ore della notte aumenta in maniera sensibile, così da mantenere sempre piacevole la temperatura e dunque offrire un riposo veramente ristoratore.

Mantieni la temperatura costante

Un condizionatore d’aria è in grado di lavorare in maniera più efficiente se viene mantenuto ad una modalità e velocità fissa. Da questo punto di vita i moderni condizionatori Daikin sono tra i migliori nel settore perché sfruttano la tecnologia inverter, la quale regola la potenza lentamente facendo in modo che la temperatura all’interno dell’ambiente rimanga costante riducendo così i costi.

Prova la modalità di sospensione

I moderni condizionatori funzionano in maniera “intelligente” per consentire di avere consumi sempre più bassi. Se ad esempio impostiamo una determinata temperatura all’interno di una stanza, il condizionatore si spegnerà non appena raggiunta la temperatura desiderata. Questo andrà a riaccendersi non appena la temperatura all’interno della stanza comincerà a salire. Grazie alla modalità sospensione, il condizionatore va ad aumentare di mezzo grado la temperatura ogni ora così da ridurre il consumo di energia.

In virtù di queste nuove tecnologie e funzioni avanzate, è possibile riuscire ad adoperare il condizionatore anche di notte risparmiando in maniera notevole su quelli che sono i costi.