Casa: evoluzione demografica e nuove esigenze abitative

All’inizio del nuovo millennio la famiglia formata da una coppia con figli era ancora la più frequente in Italia, seppure non più maggioritaria. Oggi questo modello viene superato dalla famiglia monopersonale. In questo scenario, la progressiva frammentazione e la ricomposizione dei nuclei familiari ha un impatto inevitabile anche sul mercato immobiliare.
Sulla base di uno studio condotto da Nomisma Real Estate, la domanda di abitazioni si sta spostando sempre più verso soluzioni abitative di minori dimensioni rispetto al passato.

Di fatto, negli ultimi anni si assiste a una polarizzazione del concetto di famiglia. Da un lato le persone che per motivi diversi vivono da sole una fase della vita, dall’altro, la famiglia tradizionale, formata dalla coppia con i figli senza altre persone conviventi.

Al Centro e al Nord-Ovest ormai prevalgono le “mono-famiglie”

Questa polarizzazione è presente ormai in tutto il Paese, ma mentre nell’area del Nord-Est le due tipologie familiari principali si equivalgono, al Centro e al Nord-Ovest prevalgono le famiglie unipersonali e nel Mezzogiorno sono ancora prevalenti le coppie con figli.

Inoltre, secondo recenti previsioni, all’interno di una popolazione che procede nella tendenza a diminuire e a invecchiare, il numero delle famiglie è destinato ad aumentare, passando da 25,2 milioni del 2021 a 26,2 nel 2040. Questo, a fronte di un numero medio in calo dei componenti.
Proseguendo in questa tendenza, nei prossimi 15 anni le coppie con figli sono destinate a ridursi drasticamente, fino ad arrivare a circa un quarto del totale delle famiglie.

Si cercano soluzioni flessibili in termini di spazi

Al contempo, le preferenze abitative delle famiglie senza figli, e soprattutto dei single, si orientano sempre più verso soluzioni flessibili in termini di spazi, ma anche di godimento dell’abitazione, a favore della locazione.
Sul fronte dell’evoluzione demografica, le previsioni al 2040 stimano quasi il 39% delle famiglie costituito da persone che vivono da sole, con un incremento particolarmente marcato tra gli over 65.

L’universo degli anziani si estende da una prima fascia di ‘giovani anziani’ fino agli ultra-ottantacinquenni, i ‘grandi anziani’, ovvero, i gruppi di popolazione che vedono limitare le proprie funzionalità, e di conseguenza, il loro ruolo attivo nella società.

Cresce la domanda di abitazioni age friendly

Secondo l’indagine Nomisma, gli anziani propensi a cambiare la propria abitazione sono appena il 13% degli over 65. Ma traducendo questa percentuale in valori assoluti, si tratta di quasi 2 milioni di famiglie, in grado, quindi, di generare una nuova domanda abitativa.
Più in particolare, la domanda espressa dalla popolazione anziana richiede ‘abitazioni age friendly’, magari supportate dalla tecnologia dell’Ambient Assisted living.

La scelta di cambiare casa a favore di abitazioni inserite in condomini di ‘senior living’ richiede, però, un vero e proprio salto culturale.
Riconoscere l’importanza della socialità, della qualità e sicurezza abitativa e della presenza di servizi di base per la vita assistita, garantisce una configurazione abitativa gradita, ma meno intrusiva dei tradizionali modelli istituzionali.