Grandi città italiane: come viene percepita la sicurezza?  

Chi vive in una grande città lo sa: basta poco per trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Le rilevazioni ufficiali raccontano che quasi tre persone su quattro, prima o poi, hanno assistito a una scena pericolosa o ne sono state vittime.

Un dato che sorprende fino a un certo punto, perché le storie che ci scambiamo al bar o sull’autobus vanno tutte nella stessa direzione: risse improvvise, borseggi lampo, molestie in strada, aggressioni che arrivano senza un perché. È come se nelle metropoli italiane si fosse fatta strada una fragilità sottile, ma percepibile.

Roma e Milano: si intravede qualche spiraglio

Roma continua a essere la città con più reati registrati, seguita da Milano. Non una bella medaglia, certo. Eppure i primi sei mesi del 2025 mostrano un leggero cambio di passo: nella capitale i reati scendono del 7 per cento, a Milano di poco meno dell’1.

Il peso dei borseggi resta enorme soprattutto a Roma, dove si contano decine di migliaia di casi l’anno, quasi uno ogni quarto d’ora. Crescono le rapine in strada rispetto al periodo pre-pandemia, ma anche qui il 2025 segna un’inversione di tendenza. Più delicata la questione delle violenze sessuali, aumentate negli ultimi anni e solo recentemente in lieve calo.

Negozi sempre meno numerosi e sempre più vulnerabili

Le strade italiane hanno perso oltre 80 mila negozi in dieci anni. Una lenta ritirata che indebolisce i quartieri e lascia intere zone senza punti di riferimento. La criminalità non aiuta: furti e rapine colpiscono un esercizio su dieci.

Milano e Roma, ancora una volta, guidano la classifica. Nel 2025 le rapine scendono un po’, ma i furti restano lì, ostinati. Per chi tiene su la saracinesca ogni mattina, è un motivo in più per sentirsi esposto.

Lavoro: meno incidenti, ma più morti

Sul fronte del lavoro, mentre gli infortuni complessivi scendono, quelli mortali no: aumentano leggermente e colpiscono soprattutto gli uomini. Gli stranieri, poi, risultano coinvolti in misura molto superiore al loro peso nella forza lavoro.

Anche le malattie professionali crescono e non di poco. Un quadro che racconta un Paese dove la sicurezza è ancora troppo legata alla fortuna.

I giovani hanno paura

I più giovani sembrano vivere le città con un’ansia nuova: paura a rientrare tardi, timore di restare soli in casa, rinunce a uscire per non rischiare. Accanto a tutto questo c’è il grande tema della cittadinanza: oggi in Italia vivono oltre cinque milioni di stranieri e più di due milioni l’hanno ottenuta negli ultimi vent’anni.

Il referendum del 2025 non ha cambiato le regole, ma la discussione sullo ius culturae resta aperta e, secondo i sondaggi, la maggioranza degli italiani sarebbe pronta ad accoglierla.