Perché sempre più giovani cercano lavoro sul dark web?

Un mercato del lavoro sommerso, che corre veloce e parla un linguaggio proprio, sta prendendo forma nelle pieghe più oscure di Internet. Secondo il report “Inside the dark web job market: their talent, our threat”, pubblicato da Kaspersky Digital Footprint Intelligence, il numero di curriculum e offerte di lavoro circolati sui forum clandestini è raddoppiato nel primo trimestre del 2024 rispetto all’anno precedente, restando poi stabile nel 2025.

Un boom che inquieta e fa riflettere: oggi oltre la metà dei candidati (55%) manda il proprio curriculum spontaneamente, segno di una pressione crescente dovuta ai licenziamenti globali e, soprattutto, all’arrivo di giovanissimi in cerca di opportunità.

Un esercito di ventenni (e non solo)

Il dato che colpisce più di tutti è l’età media: appena 24 anni. Non è raro – evidenzia Kaspersky – trovare tra i candidati anche minorenni, attratti da guadagni rapidi e dalla promessa di un mondo senza burocrazia, titoli di studio o veri colloqui.
Un mondo dove, però, ogni passo può trasformarsi in una trappola.

Dal programmatore al “riciclatore”: le mansioni più richieste

Non tutto ciò che si trova nel dark web è strettamente illegale, ma la maggior parte dei ruoli è legata alla criminalità informatica. E qui emerge un quadro sorprendentemente strutturato, quasi “aziendale”. Infatti, gli sviluppatori, che rappresentano il 17% delle richieste, costruiscono strumenti di attacco.
Poi ci sono i penetration tester (12%) che analizzano reti e sistemi a caccia di vulnerabilità e ancora i riciclatori di denaro (11%) che si occupano dei flussi economici sporchi. Infine, i carder (6%) lavorano sui dati di pagamento rubati e i traffer (5%) convogliano le vittime verso siti infetti o Ruffe online.

Un’economia parallela, insomma, dove il 69% dei candidati dichiara di non avere preferenze: basta che si paghi.

Uomini, donne e talenti in fuga

Il report mette in luce anche un aspetto curioso: le donne tendono a orientarsi verso lavori relazionali, come assistenza o supporto tecnico, mentre gli uomini puntano su ruoli più tecnici o legati alle frodi finanziarie.
Una divisione che rispecchia, in qualche modo, le dinamiche del mercato tradizionale.

Guadagni alti, rischi altissimi

Gli stipendi? Molto variabili. Un reverse engineer può incassare oltre 5.000 dollari al mese, un penetration tester circa 4.000, gli sviluppatori intorno ai 2.000. Chi si occupa di truffe, invece, viene pagato a percentuale: fino al 50% per i traffer.

Cifre che spiegano l’attrattiva, ma non raccontano ciò che sta dietro: responsabilità penali e una reputazione che può andare in frantumi per sempre.

Un appello ai ragazzi (e agli adulti che li seguono)

“Il mercato del lavoro nel dark web non è più un’eccezione, ma una realtà che attira disoccupati, minorenni e professionisti di alto livello”, avverte Alexandra Fedosimova, analista Kaspersky. Molti giovani credono di trovare un percorso meritocratico alternativo, ma ignorano il prezzo da pagare.

Per questo genitori, insegnanti e comunità dovrebbero intervenire subito davanti a segnali sospetti. Esiste un modo per trasformare il talento in opportunità legittime: progetti come “What we should do with kids who hack”, sempre di Kaspersky, mostrano come accompagnare i ragazzi verso la cybersecurity e altri settori tecnologici puliti e promettenti. Perché il futuro digitale è pieno di strade: basta imboccare quella giusta.